giovedì 25 giugno 2009

un giorno di notte

Afosa e umida é l'aria che mi circona ed il mio corpo sprigiona calore in aggiunta a quello della natura.
Una strana stanchezza opprime gli occhi ma non ho voglia di riposare, di dormire.
Con l'avvicinarsi della notte i miei sensi si svegliano e la quiete della città favorisce lo spandersi del pensiero, che immancabilmente vola verso l'orizzonte del coraggio.
La mancanza della bella luna nel cielo castigato e la voglia di pioggia annunciata, che non giungerà se non quando il mio corpo l'avrà vinta sull'anima facendomi cadere in un inconscio tormentato sonno, fanno nascere l'impulso di tagliare l'oscurità e buttarsi dentro quello squarcio nero e senza fondo, creato dalla mia stessa mano. Solo per riuscire a trovare quella luce che forse sta oltre, per poter colmare le speranze bisognose di conferme, come un pozzo prosciugato di acqua.
Interrotta la mia frenesia eccole arrivate... le gocce. Si staccano dai miei occhi con lo stesso senso di dolore e felicità che prova una Madre.
L'atmosfera si fa rosea, l'alba nasce e mentre tutto tace e ascolta rispettoso il saluto della notte, le mie figlie lacrime si fanno più facili ma la lora caduta é pesante, perché con esse vengono lavate le immagini di un sogno mai iniziato. E il sole splende già, nascosto dalle nuvole, un nuovo giorno é iniziato ponendo fine alle torture inflitte dalla solitudine...
e io ritorno alla falsa realtà e riprendo a vivere.

07.2000

giovedì 30 aprile 2009

mace moje

Niente sonno per me questa notte!
Il turbamento dell'anima é cominciato presto ed é peggiorato con l'avanzare della notte.
Fra poche ore inizierò i preparativi per la partenza...

Penso alle mani del nonno... forti e ruvide eppure estremamente dolci e delicate
che mi carezzano il viso ed i capelli.... e lui che mi sussurra parole d'affetto e mi chiama
"mace moje".
Penso ai capelli della nonna ancora neri sotto il velo e il suo viso abbronzato mentre si pettina...
Penso ai loro sorrisi che partono dagli occhi e si estendono a dentiere bianche e perfette per concludersi nelle mani che stringono il petto per trattenere la forte emozione.
Ed il loro amore così semplice ed incondizionato, così comprensivo e preoccupato ma mai invadente. Sempre pronti a scusare, perdonare, accettare e difendere!
Loro che soffrono per il mio dolore e che si struggono perché non possono aiutarmi ed evitano fiumi di consigli inutili! Loro che mi consolano anche quando non comprendono e anche quando sbaglio!
Loro che si portano appresso un immenso bagaglio di esperienze di vita impareggiabili e abbassano la testa umili davanti al mondo.
I miei nonni che si dispiacciono e si vergognano di non poter più lavorare come una volta... che si sorprendono della loro stanchezza e schiena dolorante dopo una giornata nei campi e con l'ingenuità di un bambino si domandano il perché? Loro dall'anima gagliarda che lottano contro il corpo che li abbandona che sognano e fanno progetti.

Penso a loro... penso ai miei nonni e desidero essere felice per rendere loro felici. Desidero realizzare i miei sogni per permettere a loro di vantarsi orgogliosi della loro nipotina!

Grazie per quello che siete! Grazie per esistere! Grazie per il vostro amore!

"Vase malo mace"

lunedì 9 marzo 2009

Tanto vento e voglia di lacrime!
Il terribile é desiderare,
sempre, la fine di tutto.
Sognare la vita
aspettando la morte.
Troppo sole!
Troppa luce che rivela
ciò che non vorrei vedere.